È un po’ Anderson dei primi tempi, ma più autentico e meno stilizzato e formale, ma è anche un po’ Allen come avrebbe dovuto essere adesso, e invece è soltanto a sprazzi e quando si ricorda dei suoi capolavori newyorkesi; e ci sono anche Salinger, Richler e tanto altro ancora, oltre all’accoppiata vincente SandlerStiller, che dimostra un gran potenziale drammaturgico e non solo comico. E Baumbach non sbaglia un colpo.

RSVP: “I Tenenbaum“, “Ubriaco d’amore“.

Voto: 8. The Meyerowitz Stories (New and Selected)

Test di Bechdel: positivo.