Opera da prendere come esempio all’estremo opposto di “31“: il soggetto è al limite della banalità ma, grazie a una sceneggiatura solida e, soprattutto, a una regia esemplare (solo in Asia – o quasi – sanno girare così), non c’è scena che venga buttata alle ortiche e non c’è fotogramma che sia privo d’azione e, al tempo stesso, non sia perfettamente leggibile e composto maniacalmente. Non sarà l’horror dell’anno come certi sostengono, ma ce ne fossero di zombie film così.

RSVP: “Snowpiercer“, “Goal of the dead“.

Voto: 7,5. Train to Busan

Test di Bechdel: positivo.