Period drama dall’intricato intreccio shakespeariano, incentrato sulla prima bolla speculativa della storia del capitalismo: l’ambientazione risulta, quindi, parecchio originale e -per quanto forzata in alcuni passaggi un po’ arditi- anche la sceneggiatura ha una piacevole teatralità. Gradevoli anche la messa in scena e la cura per i dettagli storici: peccato sia stato prodotto da Weinstein, che lo condanna a un incolpevole stroncatura.

RSVP: “La ragazza con l’orecchino di perla“, “The Danish Girl“.

Voto: 6/7. Tulip Fever

Test di Bechdel: positivo.