Ulteriore tassello nella produzione personale di Linklater, che va ad inserirsi tra “Boyhood“, “La vita è un sogno” e la trilogia di Jesse e Celine: solo lui poteva pensare a un soggetto incentrato sul baseball, ma pressoché privo di scene riguardanti questo sport (c’è soltanto un allenamento) e verboso quanto basta per creare un quadro generazionale impeccabile. Inframezzando scene geniali (il rap collettivo in auto) a sproloqui mumblecore, sforna l’ennesimo instant cult classic: magistrale.

RSVP: “Boyhood“, “La vita è un sogno“.

Voto: 7/8. Tutti vogliono qualcosa

Test di Bechdel: negativo.