Una classica commedia dei conflitti di scuola francese, che questa volta si focalizza sugli scontri generazionali tra due epoche che – ciascuna a modo proprio – si propongono come trasgressive e di netta rottura con il passato (e con chi lo incarna). Niente di sorprendente e niente di memorabile, ma Reno nel ruolo del nonno burbero fa il suo dovere e tutti gli altri ingranaggi girano in modo comunque piacevole.

RSVP: “Giù al Nord“, “Il mio migliore incubo“.

Voto: 6,5. Un’estate in Provenza

Test di Bechdel: positivo.