Ci voleva quel genio schizoide di Mark Duplass per sfornare la prima saga horror-mumblecore del terzo millennio in cui il sequel è addirittura più bello del primo episodio. Dubbi completamente diversi ma non meno assillanti turbano lo spettatore fin dalla prima scena, per poi non lasciarlo più fino all’ultimo fotogramma; e poi riflessioni metacinematografiche e metatelevisive a profusione, senza rinunciare a qualche sprazzo d’ironia.

RSVP: “Creep“, “Safety not guaranteed“.

Voto: 7,5. Creep 2

Test di Bechdel: negativo.