Girato in un unico piano sequenza, la sua intrinseca vocazione teatrale risulta più che evidente, così come il suo intento satirico (invero piuttosto feroce). Sono i film come questo che riconciliano con la magia del cinema: costato pochi spiccioli, si regge solo sugli attori e la sceneggiatura, ed entrambi sono ugualmente encomiabili.

RSVP: “Arca Russa“, “Karpuz Kabugundan Gemiler Yapmak“.

Voto: 7. Death of a man in the Balkans