Fedele trasposizione cinematografica del romanzo di Thackeray: ottime individualità, costumi pomposissimi e scenografie davvero suggestive, ma è proprio questa precisione al limite del maniacale a spersonalizzare e a raffreddare l’atmosfera generale. Il risultato è molto nostalgico, ma ben poco moderno e visivamente manierista: può essere piacevole, ma solo agli occhi degli estimatori del genere.

RSVP: “Barry Lyndon“, “L’età dell’innocenza“.

Voto: 6,5. La fiera delle vanità

Test di Bechdel: positivo.