Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: qui si parla di cammelli, di albinismo e, più in generale, dei nomadi che vivono in Mongolia, ma non solo. I messaggi celati all’interno di quest’opera delicatissima sono ben altri: c’è la riscoperta dell’armonia con la natura, l’accettazione del diverso, la comprensione dei veri valori alla base della famiglia e il rispetto delle radici spirituali che accomunano l’intero creato.

RSVP: “Il cane giallo della Mongolia“, “La marcia dei pinguini“.

Voto: 8. La storia del cammello che piange

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