Si vede che dietro alla sceneggiatura c’è la mano dei fratelli Coen: qualche battuta nera, qualche sprazzo di violenza efferata e il passato usato come metafora nostalgica dei problemi del presente. Interessante il duplice piano della storia -da un lato il torbido intrigo familiare dei protagonisti, dall’altro i vicini vittime di un razzismo becero e ributtante- ma, per quanto ben scritto e preciso come un orologio svizzero, il film lascia un vago senso di déjà vu.

RSVP: “Blood Simple – Sangue facile“, “Fargo“.

Voto: 7. Suburbicon

Test di Bechdel: positivo.