Tag: art

THE SQUARE (2017)

Uno dei pochi film realmente originali e interlocutori dell’ultima stagione cinematografica: il tema -un po’ snob– dell’arte è solo un pretesto per parlare della nostra società e del suo egoismo intrinseco, ma soprattutto dell’ipocrisia dietro al politically correct e della perenne ricerca di giustificazione in nome della collettività. Un’opera che è troppo tutto -troppo lunga, troppo cinica, troppo estetizzante, troppo interrogativa- ma proprio per questo lascia il segno, grazie anche a diverse scene iconiche. RSVP: “Forza maggiore“, “Vi presento Toni Erdmann“. Voto: 8. The Square Test di Bechdel:...

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MA (2015)

Opera iper surreale che si colloca più vicino alla visual art che al cinema tradizionale, e abbina un’estetica impeccabile e modernissima a una storia che vorrebbe essere metaforica, ma invece risulta così oscura da rasentare l’inaffrontabile. Inoltre, non c’è nemmeno un pizzico d’ironia ad alleggerire il tutto: peccato. RSVP: “The Forbidden Room“, “Rubber“. Voto: 5/6. Ma Test di Bechdel:...

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LOVING VINCENT (2016)

La ricostruzione degli ultimi anni di vita di Van Gogh si trasforma in una sorta di giallo, che coinvolge tutte le persone che l’hanno conosciuto e influenzato. Il film è verboso ed estremamente statico, ma proprio perché è più importante la composizione delle scene che il dinamismo delle stesse: il risultato è un capolavoro di artigianato visivo, che manderà in sollucchero gli estimatori dell’espressionismo. RSVP: “Shirley: Visions of Reality“, “Waking Life“. Voto: 8. Loving Vincent Test di Bechdel:...

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TULIP FEVER (2017)

Period drama dall’intricato intreccio shakespeariano, incentrato sulla prima bolla speculativa della storia del capitalismo: l’ambientazione risulta, quindi, parecchio originale e -per quanto forzata in alcuni passaggi un po’ arditi- anche la sceneggiatura ha una piacevole teatralità. Gradevoli anche la messa in scena e la cura per i dettagli storici: peccato sia stato prodotto da Weinstein, che lo condanna a un incolpevole stroncatura. RSVP: “La ragazza con l’orecchino di perla“, “The Danish Girl“. Voto: 6/7. Tulip Fever Test di Bechdel:...

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THE MEYEROWITZ STORIES (2017)

È un po’ Anderson dei primi tempi, ma più autentico e meno stilizzato e formale, ma è anche un po’ Allen come avrebbe dovuto essere adesso, e invece è soltanto a sprazzi e quando si ricorda dei suoi capolavori newyorkesi; e ci sono anche Salinger, Richler e tanto altro ancora, oltre all’accoppiata vincente Sandler–Stiller, che dimostra un gran potenziale drammaturgico e non solo comico. E Baumbach non sbaglia un colpo. RSVP: “I Tenenbaum“, “Ubriaco d’amore“. Voto: 8. The Meyerowitz Stories (New and Selected) Test di Bechdel:...

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LA FAMIGLIA FANG (2015)

I film nel film e gli spezzoni di mockumentary, sebbene siano già stati utilizzati in altre occasioni, risultano sempre divertenti e, tutto sommato, coerenti con lo spirito indie dell’opera. La riflessione sull’arte contemporanea e, in particolare, sulle videoperformance è decisamente originale, anche se sulla lunga distanza la storia diventa così esageratamente inverosimile da far crollare ogni velleità giallistica. RSVP: “Bad Words“, “Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm“. Voto: 7-. La famiglia Fang Test di Bechdel:...

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BANKSY DOES NEW YORK (2014)

Banksy è il re Mida 2.0 della “street art“, non tanto perché tutto ciò che tocca acquisisce immediatamente un valore smodato, quanto perché può trasformare in arte qualsiasi cosa: l’aspetto più interessante di questo documentario è, infatti, l’impatto sociologico e virale che l’artista ha sulla città di New York nel momento in cui vi si trasferisce. Imprescindibile per chi si interessa di arte contemporanea e s’interroga sul concetto di “valore intrinseco” delle opere. RSVP: “Exit through the gift shop“, “Cutie and the Boxer“. Voto: 7,5. Banksy does New York Test di Bechdel:...

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CAT SOUP (2001)

Un’opera originalissima, che fa dei toni cupi e oscuri e della simbologia al limite dell’incomprensibile la propria forza: visivamente, è un caleidoscopio di trovate una più bislacca dell’altra; narrativamente, si colgono una certa spiritualità (malsana) e, soprattutto, un certo ecologismo (violento) latenti. Certo è che è roba per stomaci forti e per cinefili esterofili molto motivati. RSVP: “Alice nel Paese delle Meraviglie“, “La città incantata“. Voto: 7,5. Cat Soup Test di Bechdel:...

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MONUMENTS MEN (2014)

La storia è originale e avvincente, con un eccellente cast a sostegno, ma – rispetto quantomeno al resto della produzione cinematografica di Clooney – manca di mordente politico e, invece, resta perennemente in bilico tra tanti generi diversi (è un po’ film di guerra, un po’ drammatico e un po’ commedia), rasentando a tratti la serie “Ocean’s Eleven“. RSVP: “Woman in Gold“, “Three Kings“. Voto: 6,5. Monuments Men Test di Bechdel:...

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DEEP DARK (2015)

La scena d’apertura mette subito le cose in chiaro: questo è un film volutamente onirizzante, che inquieta nel profondo lo spettatore. Lo spunto è una rielaborazione del mito del Faust, ma non è privo di una certa originalità e ha il grande pregio di non aver velleità pseudo-razionali. Peccato solo che i limiti di produzione vengano camuffati con innocue trovate grottesche, altrimenti si sarebbe gridato al miracolo. RSVP: “La casa nera“, “Housebound“. Voto: 7. Deep...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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